Postato alle 00:36 di domenica, 10 maggio 2009

(a mia madre)
Su cardini in ruggine d’anni
corsi sul ciglio d’assenze pregnanti
cigola l’uscio scolpito di tarli.
Scarsa e velata luce
filtra dai vetri adesso polverosi
dove tracciavi a sera
in pagine di fiato condensato
orbite d’astri e rune
a decifrare il buio.
Sulle pareti stinte
profili di cornici e chiodi ancora
a reggere memorie
di passi grevi di perdoni e attese.
Chissà se ancora adesso
oltre confini di parvenze e lune
vai recidendo rose di silenzio
e invano aspetti
refolo di carezza ove posare
la tua fronte ferita.
Forse mi vedi mentre sto annaspando
in queste stanze allora disertate
mentre cerco convulsa quella chiave
sui fondali del tempo.
Forse ti duole questo mio dolore
inutile e tardivo
e puoi soltanto
ancora
perdonare.
Postato alle 11:09 di venerdì, 10 aprile 2009

Marc Chagal: Resurrezione
Postato alle 19:19 di sabato, 07 marzo 2009
Postato alle 09:52 di lunedì, 02 marzo 2009

Stagione addormentata
lungo il greto gelato del torrente
questo febbraio in silenzi di neve
e cieli di cristallo.
Stagione in dormiveglia
sui rami ancora spogli del cigliegio
dove le gemme nuove dall’interno
già intaccano la scorza.
Ossimoro febbraio
colore di coriandoli nell’aria
lanciati alla Quaresima che avanza
in paramenti viola.
Questo febbraio breve
così doppio e indeciso
è come una carezza trattenuta
o un dolore che c’è senza far male.
È come questo amore
che si nutre d’assenza e struggimento
ti stringe e intanto affonda la sua spina.
Postato alle 10:44 di martedì, 24 febbraio 2009
Postato alle 10:38 di martedì, 24 febbraio 2009
Postato alle 18:29 di venerdì, 23 gennaio 2009

Se fosse una domenica di maggio
raccoglerei le rose del giardino
le appunterei al seno e pedalando
ti verrei a cercare.
Se fosse una domenica qualunque
indosserei il mio abito migliore
raccoglierei i capelli sulla nuca
mentre ti aspetterei
Se fosse un pomerigio di settembre
mi siederei all’ombra dell’acacia
a scrivere quei versi innamorati
che non ho scritto mai.
Ma se mi accosto ai vetri e guardo fuori
sui rami dell’acacia c’è la neve
le rose sono spoglie ed il giardino
non si distingue più.
Vorrei una domenica d’estate.
Invece è pieno inverno
e oggi è lunedì.
Postato alle 11:12 di giovedì, 08 gennaio 2009
S’addensa l’aria e un nodo
stringe alla gola
quando vorresti ricucire i lembi
di strappi antichi
mentre la mano incerta e il filo nuovo
vanno aggravando il danno.
Perdono senso i nomi delle cose,
le regole del gioco, le stagioni.
L’immagine riflessa nello specchio
si cela nella nebbia di un respiro.
E fuori ogni sentiero è cancellato
dal candido sudario della neve.
Postato alle 11:08 di mercoledì, 31 dicembre 2008
Postato alle 10:38 di mercoledì, 10 dicembre 2008